Antefatto
Le chiese di Spoleto sono per la maggior parte di epoca alto-medioevale, quindi stile romanico o gotico; la basilica di San Salvatore ed alcune cripte addirittura paleocristiane. Esse conservano perciò, nelle strutture e negli esterni, pur impreziositi da decori scultorei e pittorici di grande valore artistico, quella linearità ed asciuttezza che interiorizzano i luoghi di culto. Purtroppo molti interni non si sono sottratti agli snaturamenti ed affastellamenti dei secoli successivi, soprattutto nel XVII e nel XVIII, che ne hanno profondamente modificato l'atmosfera arricchendo pomposamente, anche se artisticamente, ciò che prima era soltanto soavemente sacrale. In ogni caso, esse costituiscono, in primis per gli Spoletini, una parte assai significativa e vissuta del tessuto urbano, lo connettono e di frequente lo connotano.
Il percorso
Il viaggio attraverso le chiese spoletine partirà da Santa Maria Assunta, meglio conosciuta come il Duomo della città. Costruzione di struttura essenzialmente romanica, a tre navate intersecate da transetto, della seconda metà del secolo XII, eretta dopo le devastazioni inflitte alla città da Federico Barbarossa su un'area occupata in precedenza da importanti edifici tra cui la prima cattedrale del X secolo dedicata a San Primiano, con un bel portico esterno ed una cella campanaria dei secoli XV e XVI. La facciata risulta suddivisa in tre fasce di cui quella inferiore presenta un raffinato portale con due pregevoli pulpiti ai lati, mentre le due soprastanti sono spartite in tre settori con rosoni ed archi ogivali; l'arcata centrale della fascia superiore reca un grande mosaico con la figura del Cristo benedicente a firma Solsterno. La parte della torre campanaria coeva alla chiesa presenta elementi di spoglio romani ed altomedioevali. L'interno, ampiamente rimaneggiato, conserva dell'impianto originario la pavimentazione "cosmatesca" della navata centrale e l'abside mirabilmente affrescata con scene della vita della Vergine da Filippo Lippi (sepolto nel lato destro del transetto). Notevole la presenza dell'Icona bizantina della Vergine donata alla città dal Barbarossa nel 1185 in segno di pace, nella cappella omonima e degli affreschi del Pinturicchio (Bernardino di Betto), nella Cappella del vescovo Eroli e altri cinquecenteschi in quella immediatamente adiacente. In piazza del Duomo, accanto al Teatro Caio Melisso, sorge Santa Maria della Manna d'Oro. Un edificio a pianta ottagonale di natura bramantesca, eretto tra il XVI e il XVII secolo e dedicato alla Vergine che protesse, pare, profittevoli scambi commerciali tra gli Spoletini e l'esercito di Carlo V dopo il sacco di Roma del 1527. L'interno conserva, al centro, il quattrocentesco fonte battesimale precedentemente collocato nella Cappella Eroli del vicino Duomo ed ospita, in occasione del Festival dei Due Mondi, importanti mostre d'arte.

Proseguendo da Via Duomo per Via dell'Arringo, giungete a via A. Saffi, dove poter ammirare una delle chiese più famose di Spoleto: Sant'Eufemia. In particolare, da via dell'Arringo, potete ammirare uno splendido prospetto posteriore delle absidi. La chiesa, aperta sul cortile del Vescovado, risale alla prima metà del secolo XII ed è uno degli esempi più interessanti di stile romanico spoletino con chiare influenze lombardo-venete (matroneo). La facciata, ripartita da una modanatura orizzontale si presenta a due spioventi con sopraelevazione centrale sottolineata da archetti pensili, che si ripetono su tutta la parte alta dell'edificio, alla cui base si apre una bifora; la completano due semplici monofore ed un bel portale ad incassi concentrici. L'interno è caratterizzato da uno spiccato verticalismo ed è costituito da tre navate non ampie, con abside, divise da pilastri e colonne di spoglio ed un nartece che collega i due matronei laterali; lo adornano pregevoli opere pittoriche ed un bel paliotto in marmo del 1200, sull'altare maggiore.
Scendendo per via dell'Arringo, incrociando via Fontesecca, entrate in via Visiale al cui termine, all'incrocio tra le vie Brignone, giungete a Sant'Ansano. Notevole complesso architettonico costituito da edifici di epoche diverse praticamente sovrapposti, esso rappresenta un tempio romano, del I secolo d. C., che era formato da una cella ed un pronao, di cui restano visibili, all'esterno della chiesa, sulla via Arco di Druso, lo stilobate e la sommità di una colonna. All'interno, la Cripta di Sant'Isacco, dei secoli XI-XII, che è costituita da tre piccole navate con colonne di spoglio e volta a crociera, le cui pareti, come l'abside, presentano feritoie strombate e importanti resti di affreschi duecenteschi. L'attuale chiesa, con annesso un chiostro cinquecentesco a due ordini, è stata totalmente ricostruita alla fine del secolo XVIII ed ha una sola navata decorata con notevoli affreschi.

Da via Fontesecca, se desiderate, potete risalire fino a piazza Mentana, per ammirare la chiesa di San Filippo Neri. Tipica costruzione in stile barocco della metà del XVII secolo, fu progettata dallo Spoletino Loreto Scelli sul modello di contemporanee chiese romane. La facciata in travertino, con un bel timpano e aperture scandite da lesene, e la cupola sono imponenti; l'interno, a tre navate divise da pilastri con transetto, contiene pregevoli opere ed arredi lignei. Il vicino ex convento dei Filippini è oggi sede del Tribunale.
Al termine di via del Cimitero, troverete la Basilica di San Salvatore, la più antica chiesa di Spoleto, ed un interessante monumento paleocristiano le cui origini si fanno risalire fino al IV - V secolo. Gli ornamenti delle porte e delle finestre furono imitati nel tempo anche in altre costruzioni della zona, come nel Tempietto del Clitunno, fino a divenire una sorta di segno distintivo per le decorazioni artistiche della zona. Dell'edificio primitivo sono stati mantenuti nel tempo la facciata, con tre portali e altrettante finestre dalle pregevoli decorazioni e nell' interno il presbiterio con abside semicircolare. Le colonne che dividono le tre navate così come quelle corinzie con trabeazione dorica del presbiterio sono con grande probabilità spoglie di un tempio romano ancora più antico. Oggi le colonne sono purtroppo legate da muri posti intorno all' VIII secolo quando si resero necessarie in seguito ad un incendio o ad un crollo nella basilica. Tra le tante chiese si consiglia inoltre la vista alle altre chiese elencate di seguito: S. Maria della Manna d'Oro, Ex Chiesa SS. Giovanni e Paolo, San Domenico, Ex Chiesa di S. Nicolò, S. Gregorio Maggiore, Chiesa di S. Ponziano, Chiesa di S. Pietro, Chiesa di S. Paolo