La storia
La prima cosa che si vede arrivando a Spoleto è la Rocca che sorge sul colle di Sant'Elia. Imponente castello, la Rocca di Spoleto fu costruita nel 1358 su volere dell'illustre architetto Matteo Gattapone. I lavori durarono per più di dieci anni dato che il Gattapone esigeva una rocca inespugnabile ma al contempo elegante e vivibile. Così la rocca, sorta in posizione invidiabile a guardia della città, divenne in seguito anche residenza di diversi Pontefici. Anche Lucrezia Borgia vi soggiornò in numerose occasioni, "messa al sicuro" a Spoleto dal padre Papa Alessandro VI. A pianta rettangolare di dimensioni 130 x 33 metri, la Rocca ha al suo interno due corti: la Corte d'armi, destinata ai soldati, e la Corte d'onore, destinata ai governatori pontifici. Esse sono tra loro divise da un largo muro trasversale e sovrastate da ben sei torri. Questo cortile, al cui centro è un bel pozzo con insegne araldiche papali, è circondato da un portico a due piani sul quale si affacciano, tra le altre, una grande sala di rappresentanza e la stanza del castellano, denominata Camera Pinta dai pregevoli affreschi quattrocenteschi che recenti restauri hanno messo in luce. Residenza di nobili personaggi e loro illustri ospiti e testimone di assalti ed assedi, perduta nel tempo la sua funzione originaria, dal 1817 fino al 1982 fu utilizzata come carcere.
Il Ponte delle Torri
Alle spalle della rocca sorge il Ponte delle Torri, al quale si giunge percorrendo il panoramico "giro" aperto nel 1817. Il ponte è lungo 236 metri ed alto 76 ed è costituito da possenti arcate ogivali scandite da grandiosi piloni in pietra sui quali corrono la strada ed il canale per l'acqua scavato in cima al muraglione. La sua datazione è controversa, ma l'ipotesi più accreditata è quella che ne colloca l'edificazione, su un preesistente acquedotto romano, nella seconda metà del 1300 sempre per volere dell'Albornoz (committente della Rocca) e ad opera del Gattapone. Data l'evidente importanza strategica, il Ponte era opportunamente difeso dalle torri (da cui verosimilmente il nome) sia della Rocca sia del prospiciente Fortilizio dei Mulini.
Il Duomo
Scendendo verso il centro della città per Via del Ponte, potete dirigervi verso Via dell'Arringo che si prospetta, quale apertura di via Saffi ad angolo con il Palazzo Vescovile, con un'ampia discesa a gradoni, offrendo una fascinosa visione della piazza cui fa da sfondo il Duomo, il maggiore monumento cittadino eretto in forme romaniche nel XII secolo, ed ha subito interventi successivi con l'aggiunta di un portico di stile rinascimentale fra il 1491 e il 1504 e il rifacimento degli interni nel '600. Nell'alto della facciata a capanna, ornata di rosoni e arcate ogivali cieche, fra i simboli dei quattro evangelisti spicca il grande mosaico bizantineggiante del 1207 il quale raffigura Cristo tra la Vergine Maria e S.Giovanni. L'interno, a tre navate su pilastri, ospita fra le tante opere di grande pregio artistico, nella prima cappella di destra un affresco con Madonna e Santi del Pinturicchio, sopra il portale mediano il busto in bronzo di Urbano VIII del Bernini.
Sul lato destro della via notevoli, pur se assai deteriorati, i graffiti monocromi, attribuiti a Giulio Romano, della facciata rinascimentale del cinquecentesco palazzo Racani-Arroni, degna sede di importanti mostre d'arte, al cui interno è un pregevole cortile con originale ninfeo. La sottostante piazza del Duomo (spazio già esistente in età romana ed ottenuto spianando una porzione del colle Sant'Elia), presenta sul lato destro un sedile in pietra ed una fontana aggiunti nel 1954 in occasione dei lavori di ripavimentazione della piazza; sulla fontana un sarcofago tardo romano (III secolo d.C.) con scene di caccia. Di fronte, accanto alla chiesa di Santa Maria della Manna d'oro, il grazioso teatro Caio Melisso costruito in legno nel 1600, "Teatro Nobile", ricostruito nel 1800 ed ampliato nella capienza (400 posti) con un ulteriore restauro del 1958; notevoli all'interno le decorazioni del soffitto ed il sipario.
Il Cuore del Centro Storico
Procedendo verso Via Fontesecca, una delle più belle strade della città, di derivazione romana, fiancheggiata da case e palazzetti medioevali e rinascimentali, potete visitare la Piazza del Mercato. Già Foro Romano e spazio pubblico di grande importanza per la vita sociale cittadina, la piazza rappresenta ancor oggi il "centro" per eccellenza: cuore del Centro storico e dell'intera città. Al fondo di essa spicca, scenograficamente, la barocca Fonte di Piazza, realizzata nel 1746 su disegno dell'architetto romano Fiaschetti, in luogo di una preesistente della quale è rimasto, nel timpano, il monumento ad Urbano VIII e alla famiglia Barberini, realizzato nel 1626 su disegno del Maderno. La fontana sostituì la fronte della chiesa romanica di San Donato della quale permangono gli archi delle campate che costituiscono i primi locali dell'adiacente, già romana, via dei Duchi sulla quale si aprono attualmente, in luogo delle antiche botteghe artigiane, eleganti negozi.

Da qui potete facilmente giungere su Corso Mazzini, arteria principale del centro storico, nonché decisamente la più moderna. Fiancheggiato da bei palazzi, si apre in vie e vicoli, a contrasto, decisamente medioevali. Nel primo tratto, dopo il palazzo del Tribunale (ex convento dei Filippini), sulla sinistra, in prosecuzione di via del Mercato e come questa di origine romana, troverete via Plinio il Giovane. Scendendo per questa via, all'incrocio con via delle Terme, giungere a piazza Sordini ove ammirare l'ex chiesa di San Lorenzo, ora Sala Pegasus, risalente al XII secolo. Sul lato maggiore, osservate Palazzo Rosari-Spada (XVII-XVIII secolo, incompiuto nella facciata) e sull'altro lato, il palazzo che ospita l'Ente Teatro Lirico Sperimentale "A. Belli". Ultimata la discesa, dopo una scalinata, giungete a piazza Collicola, dall'omonimo settecentesco Palazzo ivi situato sede della nuova Galleria Comunale d'Arte Moderna e, a lato, la piazza e la chiesa di San Domenico.