Antefatto
Pur mostrando anche nel tessuto urbanistico evidenti influssi di epoca romana, la città di Spoleto mantiene sostanzialmente ancora oggi intatto un aspetto medioevale, dovuto al periodo in cui fu prima fiorente Ducato longobardo, e poi importante centro dello Stato pontificio. Alle più antiche origini di Spoleto appartengono l'arco di Druso del 23 d.C., il Teatro romano, la cui costruzione si fa risalire ai primi anni dell'Impero, oltre alla basilica paleocristiana del IV secolo di San Salvatore, il Ponte Romano detto anche Sanguinario e l'anfiteatro del II sec. d.C., resti che possono esser scoperti passeggiando tra le vie della città.
Il percorso
Il viaggio verso la scoperta di Spoletium, la Spoleto Romana, deve partire dalla Porta Romana, l'ingresso sud, l'inizio stesso della città, nonché la più antica e sola porta giuntaci integra delle quattro principali che si aprivano lungo la cinta muraria romana. Da queste quattro porte si dipartivano le grandi strade di collegamento al territorio circostante: Porta Fuga (da cui ripartiva la via Flaminia verso Foligno e Fano) fu rifatta nel 1200; della Porta Ponzianina (da cui iniziava la via Nursina verso Norcia) esistono i soli stipiti restaurati; Porta San Lorenzo, nell'attuale Borgo San Matteo, (da cui aveva inizio la via Romana verso Carsulae e Terni) è praticamente inesistente. Porta Romana o Arco di Monterone, sorge all'inizio della discesa di Monterone , risale al III secolo a.C. ed è composta da grossi blocchi di pietra squadrata parzialmente interrati.
Il Teatro Romano
Proseguendo verso Viale Giacomo Matteotti, giungete alla piazza centrale della città, Piazza della Libertà dove si può ammirare sul lato destro, il Teatro Romano, costruito nel I secolo d.C. su una piattaforma artificiale e nel tempo inglobato negli edifici circostanti. Fu riportato alla luce alla fine del secolo scorso e dal 1954 fu sottoposto ai primi restauri. Al giorno d'oggi il Teatro Romano è un luogo vissuto dalla città e dai turisti a livello internazionale, in quanto è utilizzato per spettacoli all'aperto soprattutto durante il Festival dei Due Mondi. Evento di fama internazionale oltre che per i nomi che vi partecipano, per la suggestiva scenografia ove si svolge. La gradinata è stata ricostruita su tracce antiche con pietra e cemento, mentre la scena andò completamente distrutta, forse quando fu eretta nella via retrostante l'abside della ex chiesa di Sant'Agata. Originali dell'età romana sono l'orchestra con parte del pavimento, le due prime file di gradini, la facciata ad arcate cieche e semicolonne, l'ambulacro con volta a botte ed i corridoi. Nel monastero annesso alla chiesa, il cui chiostro chiude da un lato il teatro, ha trovato sistemazione il Museo Archeologico Nazionale ove sono conservati reperti archeologici, numerose iscrizioni, una serie notevole di ritratti ed un'interessante documentazione sugli scavi cittadini e sui ritrovamenti di età protostorica.
Arco di Druso e Casa Romana
Se desiderate, prima di dirigervi a P.zza della Libertà, potete decidere di proseguire per via Arco di Druso, poco più su di Porta Romana, dove poter ammirare l'Arco di Druso e Germanico. Eretto nel 23 d.C. circa in onore di Druso Minore e Germanico, figli di Tiberio, come è riportato nell'iscrizione che è posta sulla fronte prospiciente il "Foro", oggi chiamato piazza del Mercato, a cui fungeva da ingresso monumentale. Con scarsi elementi decorativi, la parete sinistra dell'Arco è accorpata alle case medioevali della via, mentre dal lato destro, fatto riemergere intorno al cinquanta durante i restauri alla chiesa di Sant'Ansano, sono visibili i resti di un tempio del I secolo d.C. Da Piazza del Mercato potete dirigervi in via Visiale dove, alla sinistra della scalinata del Palazzo comunale, trovate la Casa Romana, edificio che risale al I secolo d.C. già restaurato nel II secolo, e riportato alla luce nel 1885 a seguito di scavi al di sotto del Municipio. Della Casa Romana, che da un'iscrizione si può dedurre di proprietà di Vespasia Polla, madre di Vespasiano, sono ancora presenti l'atrio con il pavimento a mosaico a tessere bianche e nere, l'impluvium circondato da un mosaico ad onda interrotto da un pozzo, i pavimenti a mosaico di quattro stanze ai lati dell'atrio e il grande ambiente di fondo destinato alle riunioni familiari sul cui lato destro, un po' sopraelevato, trovate il triclinio, mentre su quello sinistro sorge il peristilio.

Cinta Muraria
Proseguendo nel nostro viaggio alla scoperta dei resti dell'epoca Romana, da P.zza Mercato proseguendo verso il lato Nord della città, tra le vie Fontesecca e Via della Salara Vecchia, giungete a Via Saccoccio Cecili, secondo tratto della Traversa Nazionale interna, dove troverete i resti della Cinta muraria antica. I resti qui presenti sono un interessante spaccato cronologico dell'antica cinta, in quanto sono composti da grossi blocchi poligonali di calcare preromano, risalenti al IV secolo a.C.. Mentre, lo strato a blocchi quadrati di calcare ed i resti di una torre di guardia risalgono alla fondazione della colonia, 241 a.C., lo strato a piccoli blocchi di calcare tenero risale ai restauri della seconda metà del I secolo a.C., dopo il terremoto del '63 e le distruzioni di Silla.
Sostruzioni Sillane e Anfiteatro Romano
Le sostruzioni Sillane, sono visibili occasionalmente, lungo la discesa a gradini, sotto archetti e volte, al fondo del minuscolo slargo del vicolo Leoncilli. Esse fanno parte di un edificio, al di sotto del Palazzo Vescovile, di parti ed epoche diverse, dal III al I secolo a.C., che si pensa possa essere stato utilizzato anche in epoca longobarda quale palazzo dei Duchi. In muratura a blocchi di calcare, sono costituite da una galleria ad angolo di una trentina di metri il cui lato esterno è sorretto da potenti arcate che poggiano su pilastri quadrati e sono aperte da strette feritoie a strombo, mentre la volta a botte è in calcestruzzo. Continuando per la Traversa Nazionale interna, giungerete in via dell'Anfiteatro, dove ammirare l'Anfiteatro romano. Parzialmente visibile all'interno dell'ex caserma Minervio, era un possente edificio a due ordini di arcate di cui rimangono ampi tratti dell'ambulacro inferiore e parte del superiore. Costruito nel II secolo d.C., trasformato in fortezza da Totila nel 545 e utilizzato in epoca medioevale per botteghe e magazzini, fu occupato nel XII secolo, nella cavea e nell'arena, dalla chiesa di San Gregorio minore e, in seguito, anche da un monastero. Nel XIV secolo l'Anfiteatro di origine romana, servì da vera e propria cava di pietra per la costruzione della Rocca.

Ponte Sanguinario
La nostra passeggiata alla scoperta della Spoleto Romana termina, in piazza della Vittoria, dove si trova il Ponte Sanguinario, al di sotto del piano stradale. Deve il proprio nome o ad una alterazione del termine Sandapilarius riferito alla porta omonima del vicino Anfiteatro o alle persecuzioni cristiane che secondo molti agiografi vi sarebbero avvenute. Del I secolo a.C., a tre possenti arcate, costituite da grossi blocchi squadrati di travertino, consentiva alla Flaminia l'attraversamento del torrente Tessino. A causa del progressivo spostamento a nord dell'alveo del torrente, rimase per secoli inutilizzato ed in seguito interrato, fino al secolo scorso in cui venne riportato alla luce.